Solidarietà e inclusione: le uova di “Calcia l’Autismo” portano il sorriso negli ospedali cosentini
Un gesto semplice per sensibilizzare sulla consapevolezza dell’autismo: la delegazione dell’associazione ha fatto tappa a Cetraro e Cosenza durante la Settimana Santa

In occasione del 2 aprile, Giornata Internazionale per la Consapevolezza sull’Autismo, l’associazione “Calcia l’Autismo ETS” ha promosso un’importante iniziativa di solidarietà. Attraverso la donazione delle uova di Pasqua solidali, i volontari hanno portato un momento di gioia ai bambini e ai ragazzi ospitati nei reparti pediatrici e nelle case famiglia della provincia di Cosenza.
In merito all’iniziativa, il Presidente dell’Associazione, Luigi Lupo, ha voluto sottolineare il valore profondo dell’attività svolta: “Con il semplice pretesto di donare un modesto uovo di Pasqua ai bambini ricoverati in questo particolare periodo pasquale si è cercato, in modo leggero e gioviale, di sensibilizzare l’opinione pubblica su una tematica complessa come l’Autismo per poter trasmettere maggiore consapevolezza sia ai ragazzi che agli adulti”.
Il percorso dell’associazione è iniziato presso l’Ospedale “G. Iannelli” di Cetraro, dove la delegazione è stata accolta nel reparto di Pediatria dal primario Antonietta Di Stilo. All’incontro hanno partecipato il presidente del Consiglio Comunale di Cetraro, Emanuela Matta, e l’assessore alle politiche sociali Barbara Falbo.
La giornata è proseguita con la visita alla Casa Famiglia della Colonia San Benedetto, una struttura che ospita giovani che affrontano diverse forme di disagio. In questa tappa si sono uniti ai volontari anche il Sindaco di Cetraro, Giuseppe Aieta, e l’assessore Mariella Aita.
L’intensa giornata dedicata alla consapevolezza si è conclusa a Cosenza, presso il reparto di Pediatria Chirurgica dell’Ospedale Civile dell’Annunziata. Qui la delegazione è stata ricevuta dall’equipe diretta dal primario Shweiki Fawzi, coadiuvato dal chirurgo pediatra Saverio Marrello e dalla caposala Angela Diana.
L’iniziativa ha ricordato che la sofferenza non conosce età o periodi dell’anno e che manifestare una vicinanza fattiva è un atto di fondamentale importanza. Come ribadito dall’associazione, spesso basta un semplice gesto o un sorriso, invece di mille parole, per offrire supporto a chi vive situazioni di disagio sanitario, sociale o interiore.

