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Tirreno d’AMare, a Diamante musica, arte e fashion: Zadèf Design incontra il pianoforte di Giusy Caruso e l’arte di Giampiero Stancati

Il 21 agosto all’Hotel Ferretti tre linguaggi creativi si incontrano nel Festival dei Sensi ideato e diretto dalla pianista e ricercatrice calabrese. In primo piano la moda di Debora Pellegrini con la collezione “Arancia & Geisha” e l’arte materica dello stone painter cosentino

Di Nicoletta Toselli

DIAMANTE – Musica, moda e arte materica, tre linguaggi differenti che per una sera si incontrano sulla Riviera dei Cedri. Il 21 agosto all’Hotel Ferretti di Diamante, Tirreno d’AMare – Festival dei Sensi 2026 propone un appuntamento dedicato alla contaminazione tra espressioni artistiche, con Giusy Caruso al pianoforte, Debora Pellegrini con Zadèf Design e Giampiero Stancati, stone painter.

È una delle tappe del percorso ideato e diretto da Giusy Caruso, pianista concertista calabrese che vive a Bruxelles e svolge attività di docente e ricercatrice al Royal Conservatoire Antwerp, in Belgio. Tirreno d’AMare nasce dalla sua volontà di mettere in relazione musica, ricerca, arti, ambiente e luoghi, trasformando gli appuntamenti del festival anche in occasioni per conoscere e raccontare la Riviera dei Cedri.

Nella serata di Diamante uno spazio particolare sarà dedicato a Zadèf Design, giovane realtà della moda nata in Calabria e costruita intorno a un’idea precisa: partire dalla propria terra senza rinunciare al confronto con linguaggi e culture lontane.

La storia del brand è innanzitutto una storia familiare e femminile. Zadèf nasce dalla visione condivisa di Debora Pellegrini e delle figlie Zaira e Francesca, tre donne appartenenti a generazioni differenti.

A Debora appartiene la firma stilistica: è lei ad aver sviluppato, attraverso una ricerca basata su bozzetti geometrici, il modello iconico attorno al quale è stata costruita l’identità delle collezioni.

A rappresentare Zadèf al Tirreno d’AMare sarà proprio Debora Pellegrini, portando a Diamante una ricerca che mette in comunicazione due universi apparentemente distanti: Mediterraneo e Oriente.
Il punto d’incontro è il kimono.

Non una riproduzione del capo tradizionale giapponese, ma una sua reinterpretazione contemporanea, pensata per essere fluida, versatile e capace di adattarsi a fisicità differenti. La tradizione sartoriale italiana incontra così l’essenzialità delle geometrie orientali, mentre la Calabria entra nel progetto attraverso colori, materiali e suggestioni.

L’azzurro del Tirreno, il verde della Sila, l’oro dei campi di grano e le tonalità degli agrumi e del bergamotto diventano parte del vocabolario cromatico del brand. Anche la scelta produttiva mantiene il legame con il territorio: Zadèf dichiara una lavorazione 100% Made in Italy, dalla selezione dei tessuti alla manifattura, affidata a un laboratorio tessile locale.

A raccontare forse meglio di ogni definizione questo incontro è il nome della prima collezione, “Arancia & Geisha”.

L’arancia rappresenta il Mediterraneo, il calore, il colore e le radici; la geisha richiama invece un’idea di eleganza orientale raffinata e misurata. L’esuberanza cromatica mediterranea incontra così il rigore delle forme in una collezione che prova a costruire un equilibrio tra identità differenti.

Per Zadèf Design l’appuntamento sulla Riviera dei Cedri arriva dopo un debutto importante. Il brand e la collezione “Arancia & Geisha” sono stati presentati a Palazzo Valentini a Roma, con Anna Fendi ospite d’onore. Il passaggio a Diamante assume quindi anche il significato di un ritorno nella terra dalla quale il progetto ha tratto una parte essenziale della propria identità.

Diverso, ma altrettanto legato al territorio, è il percorso di Giampiero Stancati. Cosentino residente a Roma, pochi anni fa Stancati ha trovato nel mare di Cirella l’origine di una forma espressiva molto personale.

Tutto comincia da ciò che le onde restituiscono: sassi e frammenti di mattonelle consumati, levigati e sagomati naturalmente dal mare.

L’artista raccoglie questi materiali e interviene sulle forme che l’acqua e il tempo hanno già creato. Le superfici diventano così supporto per composizioni nelle quali compaiono volti, danza, musica, marine, barche, pesci e soggetti astratti.

È un’arte materica nella quale, in qualche modo, il primo intervento appartiene alla natura. Il mare modifica l’oggetto, gli assegna una forma irripetibile e lo riconsegna alla riva; l’artista ne raccoglie la suggestione e la trasforma attraverso il colore. Stancati ha inoltre legato la propria produzione a mostre charity e partecipa a Tirreno d’AMare mettendo la sua arte a disposizione del progetto.

Se per Stancati il Tirreno fornisce materialmente la superficie sulla quale lavorare, per Giusy Caruso la Calabria rappresenta il luogo nel quale riportare un percorso musicale e di ricerca sviluppato anche fuori dai confini regionali.

Ideatrice e direttrice artistica del Festival dei Sensi, Caruso sarà al pianoforte e costituirà il filo musicale della serata. Il suo progetto Tirreno d’AMare attraversa diversi centri della Riviera dei Cedri con l’obiettivo di utilizzare la cultura non come elemento separato dai luoghi, ma come strumento per riscoprirli e metterli in relazione con chi li abita e con chi li visita.

Ed è proprio nell’incontro tra i tre percorsi che l’appuntamento di Diamante trova la propria identità.

Giusy Caruso, Debora Pellegrini e Giampiero Stancati partono dalla stessa terra, ma la raccontano senza utilizzare lo stesso linguaggio. Caruso attraverso il pianoforte e la ricerca musicale; Stancati intervenendo su ciò che il mare di Cirella restituisce; Pellegrini trasformando colori e suggestioni mediterranee in una moda che guarda fino all’estetica orientale.

In questo dialogo Zadèf Design porta una visione particolarmente significativa: la Calabria non come immagine da riprodurre, ma come materia dalla quale partire. Un’identità che può incontrare il Giappone, cambiare forma e diventare contemporanea senza perdere le proprie radici.

È, in fondo, anche una delle idee sulle quali Tirreno d’AMare ha costruito il proprio percorso: raccontare il territorio evitando di chiuderlo dentro i suoi confini.

Il 21 agosto a Diamante il racconto passerà dunque attraverso un pianoforte, un tessuto e persino un sasso restituito dal mare. Tre materie profondamente diverse per tre modi di interpretare la creatività.

Con la Riviera dei Cedri non soltanto sullo sfondo, ma dentro ciascuna di esse.

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