Un anno di semina identitaria a Saracena: dalla pinacoteca al convento nasce la destinazione esperenziale

Il 2025 non è stato un anno di eventi, ma un anno di scelte. Scelte che hanno rimesso al centro l’identità profonda del Paese del Moscato-Passito, Marcatore Identitario Distintivo (MID) della Calabria Straordinaria, trasformando il patrimonio materiale e immateriale in una traiettoria chiara verso la costruzione di una destinazione turistico-esperienziale consapevole.
Non si costruisce futuro inseguendo i numeri sottolinea il Sindaco Renzo Russo ma riconnettendo luoghi, storie e comunità.
È questo il filo che ha tenuto insieme l’azione amministrativa: una visione che ha scelto di partire dall’ascolto dei luoghi, dalla qualità dell’offerta culturale e dalla restituzione di senso al centro storico, inteso non come spazio da riempire, ma come patrimonio da abitare culturalmente.
La tappa più emblematica è stata l’inaugurazione del nuovo allestimento della Pinacoteca comunale Andrea Alfano, una delle più importanti del Mezzogiorno per l’arte del Novecento.
Un lavoro lungo, avviato nel 2017, che ha restituito ordine, leggibilità e visione a oltre 250 opere, rendendo Palazzo Mastromarchi un attrattore culturale stabile, accessibile e inclusivo, dotato di mappe tattili e libro in Braille. Da qui è partito, in modo distintivo e inaspettato, il progetto Destinazione Saracena.
Attorno alla Pinacoteca si è innestato il progetto condiviso con l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro e la Pro Loco Sarucha: la Scuola Nel Borgo, il documentario Saracena.
Luoghi, storie, prospettive, la ricerca sul campo degli studenti, la nuova narrazione che invita residenti e visitatori a guardare meglio ciò che esiste già. Non immagini patinate, ma ascolto dei silenzi, dei vuoti, delle tracce.
Tra le tappe storiche di questo ultimo anno appena conclusosi c’è sicuramente l’acquisizione ufficiale del Convento dei Cappuccini, diventato patrimonio comunale dopo decenni di attesa.
Un luogo carico di spiritualità, arte e memoria, che si affaccia sulla Valle del Garga e che entra ora nel disegno complessivo di rigenerazione culturale e territoriale.
Quando un bene torna alla comunità evidenzia il Primo cittadino non è solo un atto amministrativo: è una responsabilità collettiva.
Il 2025 ha rafforzato anche il legame tra identità produttiva e progetto culturale. Il Moscato-Passito al Governo di Saracena non è stato raccontato come prodotto, ma come linguaggio del territorio, connesso alla futura Casa del Moscato, all’Orto Botanico che sarà inaugurato a breve, ai percorsi lenti, alle economie di qualità e alla possibilità di attrarre nuovi abitanti temporanei, studiosi, artisti e viaggiatori consapevoli.
Pinacoteca, Convento, documentario, borghi, agricoltura, cultura, scuola, accessibilità: il 2025 ha segnato tappe emblematiche di un percorso che non promette miracoli ma costruisce coerenza.
Nessuno verrà a salvarci conclude Russo ma possiamo scegliere di ingegnarci, attrarre, raccontarci meglio.
Saracena ha iniziato a farlo.


