Cosenza

Unione dei Comuni, il fronte del “No” boccia la delibera di Rende: «Così si isola Cosenza»

L’idea di dare vita a una grande area urbana integrata raccoglie consensi sul piano ideale, ma si scontra duramente con la realtà dei fatti e delle delibere amministrative. I comitati “Città Policentrica” e “NO SCIPPO” hanno espresso una netta contrarietà rispetto alla direzione intrapresa dal Comune di Rende, definendola un percorso parziale che rischia di compromettere il futuro del capoluogo e della sua provincia. Secondo i portavoce dei movimenti, l’attuale proposta di coinvolgere esclusivamente Castrolibero e Montalto Uffugo rappresenta una visione limitata all’asse settentrionale che finirebbe per isolare Cosenza dal suo storico e naturale retroterra territoriale.

L’esclusione di aree fondamentali come la Presila, il Savuto e le Serre, come da comunicato stampa,  non viene vista solo come una scelta politica discutibile, ma come un errore urbanistico che cristallizzerebbe il modello della cosiddetta “città-spaghetto”, un’espansione lineare e disorganizzata che genera continui disagi alla popolazione. Al contrario, la visione di una città policentrica viene rivendicata come l’unica soluzione coerente con le linee guida dell’Unione Europea, pensate per contrastare lo spopolamento dei territori interni e garantire una manutenzione costante contro il dissesto idrogeologico.

L’analisi dei comitati tocca anche la sfera economica, evidenziando come il solo polo gravitante intorno all’Università della Calabria ad Arcavacata non sia più sufficiente a garantire prospettive di crescita per l’intero territorio metropolitano. La saturazione di quel mercato del lavoro è testimoniata dal continuo esodo di giovani laureati, una fuga di competenze che rende necessario il recupero del polo economico della zona sud di Cosenza. In quest’ottica, la difesa dell’Ospedale HUB di Vaglio Lise diventa una battaglia identitaria e funzionale contro quello che viene definito lo “scippo” di un presidio vitale per la centralità urbana.

I comitati si rivolgono quindi direttamente al sindaco di Cosenza, Franz Caruso, affinché assuma un ruolo di leadership e promuova una nuova iniziativa che includa tutti i comuni dell’area urbana. L’obiettivo è quello di superare i particolarismi e costringere ogni primo cittadino a confrontarsi apertamente con la cittadinanza sulle ragioni di un’eventuale adesione o rifiuto. Questa chiamata alla responsabilità viene considerata l’unica via per rafforzare la partecipazione democratica e garantire che la nascita della nuova entità urbana non avvenga a discapito delle periferie o dell’equilibrio storico del territorio cosentino.

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