Cosenza

Unione dei Comuni, Morrone: «Trasparenza, regole chiare e pari dignità per Castrolibero»

Sull’Unione dei Comuni tra Cosenza, Rende, Castrolibero e Montalto Uffugo, la Consigliera comunale Anna Morrone interviene con una posizione netta e trasparente.

«Non sono contraria alla gestione condivisa dei servizi», chiarisce. «Sono contraria a un’adesione senza un quadro tecnico ed economico definito. La differenza è sostanziale.»

Nel dibattito sulla politica di Castrolibero il punto non è scegliere tra isolamento o integrazione.

L’integrazione tra Comuni è ormai una necessità amministrativa: consente economie di scala, maggiore capacità progettuale e una gestione più coordinata dei servizi.

Tuttavia, l’Unione comporta il trasferimento di funzioni strategiche: programmazione territoriale e sviluppo del territorio, pianificazione strategica delle infrastrutture e dei trasporti, sociale, rifiuti, polizia locale, protezione civile, ecc.

«Quando si trasferiscono competenze di questo livello», afferma Morrone, «non si sta facendo una scelta tecnica marginale. Si sta modificando l’equilibrio decisionale del territorio.»

In questo quadro, la fase amministrativa che sta attraversando Castrolibero assume un rilievo particolare. Il Comune è attualmente guidato da un Sindaco facente funzione, in una fase di transizione istituzionale che precede l’elezione di un nuovo mandato pienamente legittimato dal voto popolare.

«Proprio perché siamo in una fase delicata», osserva Morrone, «ritengo necessario che le scelte strategiche sull’assetto futuro del territorio vengano accompagnate da un confronto il più ampio possibile in Consiglio Comunale e con il coinvolgimento dei cittadini.

Decisioni che incidono su pianificazione, programmazione e bilanci devono poggiare su un mandato politico pienamente consapevole e condiviso.

Le Unioni sono enti a finanza derivata. Significa che vivono dei trasferimenti dei Comuni aderenti.
Questo modello funziona solo se esiste:

● coordinamento tra i Documenti Unici di Programmazione (DUP);
● armonizzazione contabile;
● controllo di gestione strutturato;
● monitoraggio costante dei flussi finanziari;
● criteri di riparto delle spese chiari e simulati preventivamente.

«Chiedo semplicemente che questi elementi siano esplicitati e condivisi in modo trasparente», spiega Morrone. «Non si può procedere senza uno studio di fattibilità economico-finanziaria che analizzi impatti, benefici e rischi.»

La Consigliera propone l’istituzione di un Servizio Finanziario Unitario o, in alternativa, una cabina di regia contabile formalizzata, in linea con le buone pratiche indicate dal progetto ITALIAE.
L’obiettivo non è centralizzare per principio, ma garantire che:

● i bilanci dei Comuni e dell’Unione siano coerenti;
● non si creino disallineamenti nel tempo;
● i flussi finanziari siano tracciabili e prevedibili.

«Un’Unione senza coordinamento contabile integrato rischia di generare criticità negli anni successivi. È un tema di prudenza amministrativa, non di polemica.»

Lo Statuto prevede la rappresentanza delle minoranze nel Consiglio dell’Unione. Tuttavia, il trasferimento di numerose funzioni strategiche impone una riflessione sul ruolo effettivo dei Consigli comunali.

«Non metto in discussione la legittimità dell’assetto previsto», precisa Morrone. «Chiedo però che venga garantito un equilibrio sostanziale nel sistema di governance, affinché i Consigli comunali mantengano piena capacità di indirizzo e controllo.»

L’Unione non comporta contributi strutturali automatici. I benefici sono indiretti:

● miglior coordinamento dei servizi;
● maggiore competitività nei bandi;
● possibilità di specializzazione amministrativa.

Affinché questi vantaggi si realizzino, è necessario definire:

● criteri di riparto misti e verificabili;
● meccanismi di revisione dopo i primi esercizi;
● un modello organizzativo coerente.

Anna Morrone chiede formalmente la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario a Castrolibero per discutere:

● uno studio di fattibilità economico-finanziaria;
● le simulazioni dei criteri di riparto;
● il modello organizzativo e contabile dell’Unione;
● le garanzie di equilibrio tra i Comuni aderenti.

«L’Unione può essere un passo avanti per l’area urbana», conclude. «Ma un passo avanti si compie con basi solide, non con presupposti indefiniti. Trasparenza e chiarezza non rallentano i processi: li rendono più forti nel tempo.»

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