“Versi e note d’autunno”: a Borgo Serafino il profumo del pane di Zia Teresina diventa poesia e unisce comunità e memoria.

di Nicoletta Toselli
Un intreccio di profumi, parole e suoni ha animato, domenica 12 ottobre, il Parco naturalistico di Borgo Serafino, nel cuore di Paterno Calabro, dove si è svolta la giornata “Versi e note d’autunno”, un evento che ha unito cultura, tradizione e identità in un clima di autentica convivialità.
Al centro della mattinata, l’omaggio più sentito, fortemente voluto da Carlo Misasi, presidente dell’associazione Destinazione Jassa: quello a Zia Teresina, la storica panettiera di Mangone, 93 anni, premiata per una vita dedicata al pane e alla comunità. Il suo impasto, preparato ancora con gesti lenti e precisi, è diventato simbolo di una memoria che continua a nutrire il territorio. Il profumo del pane, diffuso nell’aria del borgo, ha evocato storie familiari e ricordi collettivi, rendendo l’atmosfera densa di emozione e appartenenza.
L’incontro, introdotto da Carlo Misasi e moderato dalla giornalista Nicoletta Toselli, ha visto alternarsi voci e riflessioni di grande spessore. Misasi ha introdotto gli obiettivi dell’associazione che hanno già consolidato un comune interesse partecipativo sul territorio: un progetto sostenibile ambizioso e innovativo che custodisce la bellezza e crea ricchezza. Roberta Sicolo ha presentato l’Accademia Mediterranea delle lettere, delle arti e delle scienze, nata a Grimaldi, come nuovo spazio di valorizzazione dei saperi e delle tradizioni.
Giuseppe Grimaldi, con il suo intervento “Il pane di Zia Teresina nel borgo di Mangone, un patrimonio”, ha intrecciato memoria e sentimento, con versi in dialetto dedicati proprio a Zia Teresina, restituendo dignità culturale a un gesto quotidiano che diventa identità. Presente anche la famiglia Tiano, erede della tradizione dell’antico forno di Mangone.
Franco Michele Greco ha affrontato con dovizia di particolari il tema “L’identità dei luoghi e le tradizioni”, mentre Francesco Dodaro ha condotto il pubblico “Tra i borghi e il sentiero dei Longobardi”, in uno straordinario cammino tra paesaggio e storia lungo i sentieri di Destinazione Jassa.
Cesare Pisani ha offerto una riflessione attuale su “L’intelligenza artificiale generativa in soccorso dei nostri borghi”, sottolineando come innovazione e memoria possano convivere in armonia, creando concrete opportunità per i giovani ed aiutarli a restare.
La voce di Antonia Flavio ha accompagnato il pubblico con “Note e versi”, seguita dalla lettura di Eugenio Maria Gallo dello Stralcio del XXXIII canto del Paradiso in dialetto dipignanese, mentre i ragazzi di Paterno con Alessio e Giuseppe Vigliatore, Giovanni Casciaro e Luigi Perciasepe hanno chiuso con “Sprazzi di musica popolare”, restituendo al borgo il ritmo semplice e vitale delle sue radici. Di spessore la testimonianza di due giovani studenti dell’Accademia Mediterranea: Gianmario Fiorino e Samuele Naccarato che hanno offerto letture e performance artistiche.
Numerosa la partecipazione di pubblico, con sindaci ed ex sindaci del territorio, giornalisti e rappresentanti della stampa, amici che hanno condiviso un momento di sincera comunione e ascolto.
Nel tepore autunnale, tra le bellezze del parco, il profumo del pane e i colori di cullurielli turdilli e castagne, Borgo Serafino ha vissuto un’esperienza collettiva intensa, dove la tradizione si è fatta racconto e la memoria è tornata a essere futuro.



