Calabria

‘Ndrangheta, la Lega Calabria rilancia l’appello di De Masi e del Generale Errighi

Giacomo Francesco Saccomanno

Pregevoli e molto interessanti gli interventi dell’imprenditore Nino De Masi e del gen. Emilio Errighi sul problemaCalabria e sulla o meno ingerenza della ‘ndrangheta sulla normale esistenza dei cittadini meridionali. 

Le analisi sono condivisibili e rappresentano le diverse sfaccettature dell’identico problema: vi è libertà di azione oppure gran parte delle attività sono condizionate? Sotto l’aspetto storico è pacifico che il problema ‘ndrangheta è stato sottovalutato per decine di anni ed ha consentito a questa di radicarsi e crescere.

Così come non è discutibile che oggi il sistema si è anche introdotto nei ganglvitali delle istituzioni e, quindi, non è più una sola battaglia nei confronti delle famiglie dei boss, ma una guerra all’intero organismo criminale.

 Essendo tali le condizioni reali, non è più sufficiente la normativa vigente, così come non sono adeguati i criteri finora utilizzati. Solo pochi investigatori e Procure hanno compreso di come sia complesso il sistema mafioso e di come sia difficile la sdraradicazione dello stesso. 

Ecco, pertanto, la necessità di una diversa strategia, di una maggiore attenzione, di normative adeguate ed incisive. Ma, non basta solo questo! La criminalità organizzata fiorisce dove vi sono le risorse, dove la cultura è bassa e ove vi è disoccupazione e assenza di adeguati servizi.

In tale contesto, attira i giovani e non che hanno bisogno di lavorare o, comunque, di guadagnare, sostiene chi ha bisogno di servizi non assicurati, cerca di creare le condizioni, unitamente ad imprenditori, politici e professionisti corrotti, di succhiare il più possibile dalle risorse pubbliche e no.

Non dimentichiamo che negli ultimi anni la criminalità ha assistito gli imprenditori in difficoltà -con una operatività bancaria cieca- e, poi, nel tempo si è acquisita le aziende lasciandole, però, in testa ai precedenti proprietari. Senza aggiungere le introduzioni nel sistema pubblico ove riesce ad ottenere risultati che il comune cittadino aspira, ma non raggiunge mai.

Ciò a causa di una corruzione sempre maggiore e dilagante! I bandi che non vengono pubblicati, i mandanti di pagamento che vengono ritardati, le aziende che non riescono a vincere un appalto, ecc.

Se, invece, un soggetto è all’interno del sistema del malaffare tutto fila liscio! Questi piccoli esempi, dimostrano che la Calabria ha bisogno di normalità e tutti devono fare il proprio dovere a cominciare dalla politica ed a seguire gli imprenditori, i professionisti, le istituzioni, le forze dell’ordine, la magistratura.

Una organizzazione complessa che deve essere indirizzata verso il bene comune e lavorare in sinergia.

In sostanza, nessuno si deve voltare dall’altra parte e vi deve essere una collaborazione piena e convinta. Dal lavoro, agli appalti, ai servizi. Tutti rientrano in quella struttura di Stato che se funziona limita sempre più l’azione del malaffare.

Cominciamo, quindi, a pensare che l’attività di ognuno di noi è rilevante se collegata ad uno scopo finale e se tutti lavoriamo come un’unica squadra ed in piena sinergia. La politica sul punto ha una posizione rilevante e, quindi, questa deve essere un modello di efficienza.

La Lega sta predisponendo nuovi strumenti con l’impegno del Dipartimento Nazionale Antimafia, confida nei suoi uomini, nella nuova politica di Roberto Occhiuto, nella rilevanza che il meridione e la Calabria hanno per la crescita di tutta l’Italia e nelle indiscutibilinecessità che la crescita del sud opera a beneficio dell’intera nazione.

Quindi, meno lamentele, meno chiacchiere e tutti a lavorare per un nuovo sud e per una nuova Calabria.    

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