Arte e cultura

Alla Biblioteca De Nava di Reggio incontro promosso dall’Associazione Culturale Anassilaos

L' evento giovedì 11 aprile alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della stessa Biblioteca

Carmina mansuetus lenia quaerit amor …” (amore mansueto ricerca dolci carmi). Così afferma e scrive il poeta latino Properzio per il quale “Plus in amore valet Mimnermi versus Homero” (vale più in amore un verso di Mimnermo che Omero),  i cui versi “Lenia quaerit Amor” costituiscono il tema conduttore dell’incontro promosso congiuntamente dall’Associazione Culturale Anassilaos e dalla Biblioteca Pietro de Nava che si terrà giovedì 11 aprile alle ore 16,45 presso la Sala Giuffrè della stessa Biblioteca.

Al centro dell’iniziativa, condotta dal Prof. Amos Martino, docente presso il Liceo Scientifico “Leonardo da Vinci” nonché Responsabile del Centro Studi Anassilaos Glauco di Reggio per la cultura letteraria greca e latina, la lettura dei poeti elegiaci latini con gli studenti del Laboratorio teatrale dello stesso  Liceo diretto dai professori Carmelo Cutrupi e Carmela Lucisano. Si tratta di poeti  (Cornelio Gallo, Tibullo, Properzio ed Ovidio),  secondo l’elenco dato dallo stesso Ovidio e più tardi da Quintiliano, particolarmente vicini alla sensibilità contemporanea che, pur vivendo nell’epoca di Augusto, preferirono cantare l’amore rifiutando quella sorta di “impegno politico” e quella propaganda al regime che l’imperatore richiedeva agli intellettuali romani del suo tempo.

Non è forse un caso che il primo di essi, Cornelio Gallo, caduto in disgrazia presso Augusto, si suicidò mentre Ovidio, il più galante e mondano di essi, fu condannato all’esilio nella lontana Tomi, l’attuale Costanza in Romania, dove morì, possiamo ben dire solo e disperato, nel 17 d.C.   Si tratta di una  manifestazione che rientra perfettamente nello spirito con cui l’Anassilaos si sforza da qualche anno di valorizzare la conoscenza dell’arte, della letteratura, della storia dell’Antichità affidandosi ai docenti e agli stessi studenti, i cittadini di domani,  che sono i soli a poter garantire la sopravvivenza del mondo antico.

 

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