Italia

Aree interne e caro energia, Confederazione Imprese Italia al Governo: «Servono risultati misurabili e misure strutturali»

ROMA – Non bastano le risorse stanziate né l’elenco dei provvedimenti approvati: la reale efficacia di una politica economica si misura esclusivamente sui bilanci delle famiglie e delle imprese. È questo il messaggio centrale lanciato da Biagio Cefalo, Presidente di Confederazione Imprese Italia, che torna a sollecitare l’intervento dell’Esecutivo sui temi del caro carburanti, dell’inflazione e del rischio desertificazione economica nelle aree interne del Paese.

L’appello del Presidente fa seguito alle recenti prese di posizione della Confederazione — guidata sul piano organizzativo dal Segretario Generale Carlos A. Sorrentino — che avevano già posto l’accento sullo spopolamento dei piccoli comuni appenninici e del Mezzogiorno.

Il nodo dei prezzi: inflazione e carburanti alle stelle

A sostenere la posizione della Confederazione sono i recenti dati ISTAT e le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy:

  • Involata dell’inflazione: Ad agosto 2026 l’inflazione su base annua è salita al 3,3% (dal 2,9% di luglio), spinta da una fiammata dei prezzi energetici passati da un +11,6% a un +17,1%. L’inflazione acquisita per l’anno in corso tocca così il 2,9%.

  • Benzina e diesel oltre la soglia psicologica: I dati MIMIT del 17 settembre 2026 evidenziano prezzi medi self-service sulla rete ordinaria pari a 2,143 €/l per la benzina e 2,266 €/l per il diesel, cifre che in autostrada raggiungono rispettivamente i 2,236 e 2,346 euro.

  • Crescita moderata: Il quadro s’inserisce nel contesto delineato dalla Banca d’Italia, che stima per il 2026 un incremento contenuto del PIL nell’ordine dello 0,5% – 0,6%, accompagnato da una contrazione dei consumi delle famiglie.

Per Cefalo si tratta di costi aggiuntivi che impattano in modo asimmetrico sui territori:

«In una grande città esistono alternative di mobilità. Nelle aree interne l’automobile e il trasporto su gomma sono una necessità. Per un artigiano, un agricoltore o un agente di commercio, il prezzo alla pompa incide direttamente sulla sopravvivenza dell’attività.»

Analisi delle misure: troppi interventi temporanei

Pur riconoscendo gli sforzi governativi — tra cui l’attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) 2021-2027, che coinvolge 124 aree di progetto, 1.904 Comuni e circa 4,57 milioni di abitanti — la Confederazione invita a un’analisi critica dei risultati.

Richiamando le valutazioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB) sulla manovra 2026, si evidenziano due criticità strutturali:

  1. Squilibrio di impatto: Se per le famiglie la manovra determina un beneficio netto di circa 7 miliardi di euro nel 2026, per le imprese e i lavoratori autonomi l’impatto sui conti pubblici risulta restrittivo per circa 1,3 miliardi.

  2. Precarietà delle misure: Gli interventi temporanei ammontano a ben 7,6 miliardi nel solo 2026. Secondo la Confederazione, la mancanza di stabilità normativa ed energetica scoraggia gli investimenti a lungo termine e penalizza in particolar modo i nuclei familiari economicamente più fragili.

Il circolo vizioso dello spopolamento e la richiesta al Governo

Il rincaro dei trasporti e dei costi energetici agisce come acceleratore del declino economico nei centri periferici: la diminuzione dei servizi porta alla chiusura delle botteghe locali, riducendo le opportunità di lavoro e alimentando l’emigrazione dei residenti.

Per spezzare questo circolo vizioso, Confederazione Imprese Italia chiede di superare la logica dell’emergenza con una strategia di lungo periodo basata su:

  • Riduzione strutturale dei costi per chi produce nelle zone periferiche.

  • Agevolazione dell’accesso al credito per micro e piccole imprese.

  • Incentivi specifici per il commercio di prossimità e il miglioramento delle infrastrutture.

Il Presidente Cefalo conclude il suo intervento ponendo direttamente all’Esecutivo un interrogativo chiaro e concreto:

«Famiglie e imprese possono aspettarsi interventi capaci di incidere strutturalmente sui costi energetici e della mobilità? E soprattutto: torneremo a vedere benzina e gasolio stabilmente sotto 1,70 euro al litro? Nelle aree interne il carburante non è un extra: significa salute, lavoro, scuola e tenuta del tessuto sociale.»

di Nicoletta Toselli

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