Calabria

Coldiretti Calabria, giornata del paesaggio

Gli agricoltori custodiscono quasi la metà del paesaggio regionale.

vista Pianura di sibari

Gli agricoltori calabresi custodiscono il 47% del paesaggio regionale, garantendo una costante opera di manutenzione e tutela del territorio, messa però sempre più a rischio dal fatto che nell’ultimo mezzo secolo è scomparsa una superficie agricola di 178.522 ettari: 11,7% della superficie complessiva della Calabria. 

E’ quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata nazionale del paesaggio che si celebra il 14 marzo con l’obiettivo sensibilizzare i cittadini sulle tematiche legate alla tutela dello stesso, fortemente segnato dalle produzioni agricole, dalle dolci colline pettinate dai vigneti agli ulivi secolari, dai casali, alla montagna, dai pascoli ai terrazzamenti.

Una risorsa economica, ambientale e turistica evidenzia Coldiretti sulla quale pesano però gli effetti della cementificazione e dell’abbandono che hanno progressivamente indebolito la presenza degli agricoltori sul territorio.

Pesano le follie dell’Ue. Agli effetti dell’erosione del suolo agricolo si aggiungono le follie dell’Unione Europea come la direttiva sul Ripristino natura, una legge senza logica che denuncia la Coldiretti andrà a diminuire ulteriormente la produzione agroalimentare, mettendo in contrapposizione la natura e l’agricoltore, che in realtà è il vero custode di questo patrimonio ambientale.

Al contrario occorre accelerare sull’approvazione della legge sul consumo di suolo che giace da anni in Parlamento e che potrebbe dotare l’Italia di uno strumento all’avanguardia per la protezione del suo territorio.

Un patrimonio di biodiversità. Gli agricoltori rappresentano peraltro anche un argine alla perdita di biodiversità, con varietà in pericolo anche per effetto dei moderni sistemi della distribuzione commerciale che privilegiano le grandi quantità e la standardizzazione dell’offerta.

Lo dimostrano i Sigilli di Campagna Amica, una grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina che ha consentito nuovi sbocchi commerciali creati dai mercati degli agricoltori e dalle fattorie di Campagna Amica attive in tutte la Regione, realtà che hanno offerto opportunità economiche agli allevatori e ai coltivatori.

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