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Emergenza affitti per 64 mila studenti fuori sede: la soluzione dell’UPPI

In almeno otto su dodici dei maggiori atenei italiani ci sono 64.000 studenti fuori sede che non possono assolutamente permettersi un affitto di mercato e sono fuori dagli studentati per esaurita capienza. I piccoli proprietari dell’U.P.P.I. hanno elaborato una proposta articolata che potrebbe risolvere il problema, una scelta win-win che vede coinvolti Stato, Comuni e proprietà immobiliare. L’U.P.P.I., incrociando i dati ufficiali forniti dall’Istat nella pubblicazione “Studenti e bacini universitari” del 2020 e quelli del Mur sull’anno accademico 2021/2022, ha analizzato in dettaglio la situazione dei dodici mega atenei pubblici, con oltre 40.000 iscritti, di Palermo, Catania, Bari, Roma, Napoli, Firenze, Pisa, Bologna, Padova, Torino e Milano (Statale e Politecnico). Incrociando il numero degli iscritti, le percentuali relative agli studenti provenienti da oltre 250 km e il reddito medio delle famiglie degli studenti, si può arrivare a considerare che:

  • gli iscritti aventi famiglie con reddito lordo sino a 28.000 euro sono il 62% della popolazione universitaria iscritta ad atenei pubblici;
  • a Milano, esempio emblematico, su 102 mila iscritti a Statale e Politecnico, circa 28.000 provengono da centri distanti più di 250 km o da fuori Regione e, di questi, il 62% ha famiglia con reddito sotto i 28mila euro; quindi, a Milano, ci sono almeno 17.000 studenti che sicuramente soffrono pesantemente il caro affitti e solo 700 trovano posto negli studentati economici. A Roma sono 18.000, a Bologna 22.000, a Padova 5.000, a Torino 000, a Firenze 7.000, a Pisa 13.000. Numeri irrilevanti, invece, nei grandi atenei del Sud;
  • anche sottraendo il numero di studenti che trovano posto negli studentati a costi da 200 a 300 euro al mese, si può concludere che un intervento immediato debba riguardare almeno 80.000 studenti nelle città a maggiore “tensione abitativa studentesca”, dei quali circa il 20% può integrare i magri redditi familiari con occupazioni saltuarie, ma per almeno 64.000 il problema si pone con drammatica evidenza.

L’U.P.P.I. ha presentato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri una soluzione articolata che vedrebbe la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e che costerebbe all’Erario assai meno dei 660 milioni per soli 52.000 posti letto, creandone un numero ben maggiore:

  1. un tavolo di concertazione tra associazioni di proprietari, inquilini, studenti e aziende per il diritto allo studio universitario, per creare un nuovo contratto concordato speciale per gli studenti legato all’ISEE
  2. agevolazioni fiscali per il proprietario, con cedolare secca al 10% ed eliminazione totale dell’IMU per il periodo dal 2023 al 2026;
  3. detrazione IRPEF dell’affitto annuo pagato, con una percentuale da definire per gli studenti e senza limitazione kilometrica;
  4. corresponsione diretta da parte dell’azienda per il diritto allo studio universitario, di una percentuale del canone di locazione (da definire) al piccolo proprietario;
  5. garanzia, da parte dell’azienda per il diritto allo studio universitario, per la riconsegna dell’immobile a locazione terminata e per il pagamento dei canoni di locazione fino al termine del contratto;
  6. per i cosiddetti immobili “dormienti” incentivi fiscali per il restauro ed una mini-sanatoria per piccoli

UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobilari)

 

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