Cosenza

Raffaele Leuzzi, Convivio Enosteria: “Chiudere alle 18 significa chiudere completamente, le osterie non sono focolai di diffusione del contagio”

Condannato a morte il cibo dei borghi, un modello alimentare che rischia di estinguersi. Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, agriturismi, filiere del territorio: in grave pericolo un sistema economico ed identitario.

Lo afferma in una nota Raffaele Leuzzi del Convivio Enosteria con l’orto di Fiumefreddo Bruzio in provincia di Cosenza.

Coniugare salute e lavoro è difficile ma dovrebbe essere l’obiettivo principale del governo, della politica tutta, del servizio sanitario nazionale e dei cittadini. In questi mesi la ristorazione dei borghi, dei piccoli centri e delle aree montane ha investito tanto in sanificazioni, dispositivi di protezione per lavoratori e utenti con distanziamento e riduzione dei posti, nel rispetto delle norme di protezione basilari per la salute. Sono stati fatti sacrifici importanti per attenersi a norme igienico sanitarie pari ai presidi medici, con senso di responsabilità e attenzione al bene comune, siglando protocolli e rispettando le regole per garantire la sicurezza.

Stavamo lentamente ripartendo – afferma Raffaele Leuzzi- ma oggi molti di noi rischiano di chiudere per sempre.

Le osterie, gli agriturismi, le pizzerie, i bar, i ristoranti dei borghi rappresentano un richiamo per il turismo enogastronomico, custodi di saperi e sapori e promotori di sostenibilità e bellezza.  Sono sostenitori e parte essenziale di filiere di prossimità che coinvolgono agricoltori, casari, allevatori, pescatori, vignaioli…sono straordinari luoghi di cultura.

Il rischio del contagio – continua  Leuzzi ha portato a una chiusura del settore ristorativo, ma dobbiamo comprendere che la chiusura di un locale mette a rischio l’esistenza dell’intero borgo, sempre più marginalizzato, desertificato, spopolato.

Le osterie dei borghi, dei piccoli centri, delle montagne insieme alle botteghe, sono la bacheca di un territorio e di una comunità nel quale sono inseriti, sono presidio di resilienza.

Se il pericolo rappresentato da un virus a rapida diffusione, evento non casuale, può essere l’acceleratore di una consapevolezza che pone la salute come bene primario, è ora però di battersi per un sistema governato da strategie e obiettivi diversi da quelli imposti.

La rivitalizzazione e la rigenerazione dei borghi – conclude Raffaele Leuzzi- dovrebbe diventare uno dei pezzi portanti del Recovery Fund e del Green New Deal.

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