Reggio Calabria

Un altro grande traguardo per Polistena: adottato piano strutturale comunale

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale è stato adottato il Piano Strutturale.

Il Psc è il frutto di un lungo lavoro tecnico e politico fatto di partecipazione che ha visto protagonisti a vario titolo cittadini, comuni contermini, associazioni, scuole, attraverso la conferenza di pianificazione e gli strumenti di concertazione offerti dalla legge urbanistica.

Si vorrebbe delegittimare un fondamentale obiettivo politico programmatico raggiunto dall’Amministrazione Comunale che disegna il futuro della città secondo una visione strategica articolata e ben definita, concepita al servizio esclusivo del popolo di Polistena lontano da ogni logica, di affarismo, speculazione, appetiti vari sempre in agguato quando si approvano strumenti urbanistici.

Invece di apprezzare il grande lavoro svolto dall’ufficio del Piano e dall’Amministrazione Comunale che proietterà Polistena in una nuova dimensione di sviluppo con nuove opportunità per la crescita sociale, economica e culturale, c’è qualcuno che ha iniziato a fare “terrorismo” sul Piano Strutturale.

In particolare con molta approssimazione e poca professionalità alcuni cercano di “interpretare” il Piano fuorviando i suoi contenuti e raggirando i cittadini. Metodo questo che rimanda indietro nel tempo, quando gli stessi detrattori di oggi si opponevano venti anni fa all’approvazione del vecchio strumento urbanistico, il Piano Regolatore Generale, secondo un identico filo conduttore politico con analoghi pretesti. Stessi argomenti puerili, stesso basso profilo, stessa scarsa lungimiranza, i “terroristi del Piano” vorrebbero far passare tra la gente messaggi assolutamente privi di qualunque fondamento tecnico e giuridico.

Forse non si vuole digerire che il PSC non è il PRG da un punto di vista squisitamente tecnico?

O forse non si accetta il fatto che dopo avere ripreso in mano un percorso fallimentare interrotto sul Piano Associato si è finalmente riusciti a portare a compimento per Polistena un nuovo Piano?

E’ un fatto noto che in Calabria solo pochi comuni sono riusciti a raggiungere questo traguardo.

Si passa da uno strumento rigido, il piano regolatore appunto, ad uno strumento flessibile come il PSC che consta non di una ma di circa 80 tavole, schede e classificazioni, norme e indirizzi strategici che inquadrano il territorio secondo diverse direttrici di sviluppo, da quello economico a quello culturale, dal sistema infrastrutturale a quello ambientale, dalle dinamiche insediative a quelle relative alla città produttiva ai servizi pubblici collettivi.

Si prevedono nuovi sistemi di uso del territorio agricolo-forestale, di tutela dei beni culturali e delle risorse paesaggistiche e naturalistiche. Probabilmente chi ha scritto opinabilmente dell’antico “acquedotto di scuola romanica” non è andato nemmeno a verificare la tavola QAA3-SSI che indentifica tutte le risorse ambientali e culturali sottoposte a tutela. Oltre a località Favignana, la vecchia condotta (non romanica oltretutto demolita in parte e non durante la nostra Amministrazione) in questione e tutti i bellissimi beni culturali che costituiscono il patrimonio storico di Polistena, sono stati oggetto di un sistema di tutele concordato con la Soprintendenza dei Beni Culturali che ha espresso parere favorevole.

La visione della Città della Cultura può mettere a sistema un progetto in grado di favorire lavoro e occupazione nel settore del turismo della conoscenza profondamente colpito dalla pandemia, di fondamentale importanza per la risalita della Calabria ed il coinvolgimento dei giovani e delle loro intelligenze. In particolare sul piano edilizio è previsto il completamento della cintura periurbana dando la possibilità ai cittadini nel tempo maggiormente ossequiosi delle regole urbanistiche, di costruire nuovi insediamenti abitativi nelle ex aree B4 munite di relativi servizi e così alle piccole imprese artigiane e dell’edilizia di lavorare. Il rapporto tra nuovi volumi edilizi e limiti massimi del PTCP (Piano territoriale di Coordinamento Prov.le) rientra abbondantemente al di sotto del 6,5% dell’edificato /urbanizzato.

In linea con questi numeri infatti si sposa la previsione di riabitare i centri storici evitando dunque la realizzazione di nuovi volumi edilizi, ma tutelando e ristrutturando il patrimonio esistente attraverso incentivi e premialità a coloro che intendono trasferirvi dimora e residenza.

Questo per spingere, nonostante il decremento demografico sia costante in tutta la Calabria ed il Mezzogiorno, le politiche di ripopolamento anche ai fini dell’aumento della popolazione residente.

Nel cronoprogramma del PSC si prevede entro il 2035 un incremento di popolazione di oltre 1.000 unità, il che potrà spianare la strada ad un reale processo di conurbazione verso i comuni contermini, attraverso processi di espansione verso Melicucco e San Giorgio Morgeto (di fatto Cinquefrondi è già conurbata con Polistena). Non comprendiamo come si possa realizzare la conurbazione se ci rassegniamo a politiche regressive o rinunciatarie. La conurbazione si attua con numeri, visioni, strategie che sono tutte definite e contenute nel Piano Strutturale. Anche il concetto di “consumo di suolo” che è stato ampiamente sviluppato attraverso opportunità di perequazione facilmente rinvenibili nelle norme regolamentari, è subordinato al completamento della armatura urbana.

Infine, sul tema delle grandi opere, oltre alla Casa della Cultura di Palazzo Sigillò è mantenuta la previsione di espansione dell’ospedale di Polistena nelle aree circostanti, vista la maggiore centralità del nostro presidio ospedaliero anche a seguito della realizzazione dell’eliporto, la localizzazione di infrastrutture sportive nell’area adiacente allo stadio di via Fausto Gullo e del palazzetto dello sport, nonchè di ampie fasce periurbane dedicate alle aree verdi, ai parchi ed agli orti sociali e la previsione di realizzare un sistema della viabilità circolare attraverso un ring esterno all’abitato con nuove aree di parcheggio anche nel sottosuolo.

 

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