Crotone

Filippo Mancuso sulla ciclopedonale della Val di Neto “può competere per l’oscar italiano del cicloturismo”

ciclopedonale della Val di Neto

“E’ un’opera che, coniugando armoniosamente il binomio ambiente e cultura e ricongiungendosi con la Ciclovia dei Parchi della Calabria, può assurgere a simbolo della Calabria di buone prassi amministrative e naturalistiche e a simbolo del desiderio di riscatto di questa parte della Calabria, che deve poter valorizzare il suo patrimonio ambientale e culturale per promuovere sviluppo anche attraverso proposte di turismo lento incentrato sulla mobilità dolce.

Agli ideatori e a chi si è impegnato per portare a compimento i 38 Km  di cui consta la ‘Ciclopedonale della Val di Neto’, rivolgo l’apprezzamento del Consiglio regionale per l’ottimo lavoro fatto”.

L’ha detto il presidente Filippo Mancuso a colloquio con il sindaco di Rocca di Neto Alfonso Dattolo.

E con il quale ha condiviso “l’intenzione della Regione di candidare l’infrastruttura green del Neto alla prossima edizione dell’ ‘Oscar italiano del cicloturismo’ (nel 2023 l’Oscar  è andato alla Regione Toscana con la Ciclopedonale Puccini).

Ha aggiunto il  presidente Mancuso: “Mettendosi in rete, grazie ad  un progetto condiviso e realizzato a regola d’arte, i sei comuni della provincia di Crotone (Caccuri, Rocca di Neto, Santa Severina, Belvedere Spinello, Scandale e Strongoli), utilizzando il finanziamento dell’Europa tramite il Dipartimento Ambiente della Regione, hanno ottenuto un risultato prestigioso. Dimostrando che, quando si hanno le competenze giuste e  voglia di fare, i fondi non si perdono. Anzi, si utilizzano in maniera efficace e produttiva”.

Per Dattolo: “La Ciclopedonale della Val di Neto, oltre a valorizzare il patrimonio storico, archeologico e religioso che contraddistingue questo territorio con i castelli di Santa Severina, Strongoli e Caccuri, le grotte rupestri di Caccuri e Rocca di Neto, i santuari, l’ eremo di Corazzo, essendo per vocazione rispettosa dell’ambiente, potrà far comprendere meglio la necessità di rispettare di più la nostra terra.

Un’area geografica ricca di biodiversità, oggi può avvalersi di una pista verde tra le più belle d’Italia, con aree naturalistiche di pregio, Siti di interesse comunitario (SIC), Zone speciali di conservazioni (ZSC) e Zone di protezione speciale (ZPS)”.

Infine, il presidente Mancuso ha ricordato che “La Regione sta dando priorità ai temi ambientali. Abbiamo ampliato le Aree protette e aggiornato dopo 20 anni la legge organica. Coerenti con l’obiettivo della transizione ecologica per la quale l’Europa mette a disposizione dell’Italia col Pnrr circa 70 miliardi di euro e in ossequio agli articoli 9 e 32 della Costituzione e alla normativa dell’Unione europea (con al centro lo strumento ‘Rete Natura 2000’), abbiamo approvato la legge sui ‘Cammini’ naturalistici, storici e spirituali che la Calabria ancora non aveva.

La legge che istituisce la Riserva Naturale del Mesima; la legge che istituisce la Riserva naturale del Vergari; la legge che ha istituito il Parco marino della ‘Secca di Amendolara’ e la legge sulle Piante officinali.

L’obiettivo è anche stimolare il protagonismo dei singoli territori, a cui il Consiglio regionale mette a disposizione le proprie prerogative legislative”.

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