Praia a Mare, Cicia (OPI Salerno): «Salvaguardare l’ospedale significa salvaguardare un territorio»
Il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Salerno interviene sul presidio sanitario: «La salute non ha territori di serie A e territori di serie B»

di Nicoletta Toselli
PRAIA A MARE – Salvaguardare l’ospedale di Praia a Mare significa tutelare un presidio sanitario e, con esso, il diritto alla salute delle comunità del territorio. È questo il senso dell’intervento di Cosimo Cicia, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Salerno, che richiama l’attenzione sull’importanza della struttura sanitaria dell’Alto Tirreno cosentino, legando alla riflessione istituzionale anche un ricordo personale.
«Ci sono luoghi che appartengono alla propria storia professionale e umana. Per me, Praia a Mare è uno di questi», afferma Cicia.
Il suo legame con Praia a Mare risale al 1980, quando proprio in questa realtà ebbe inizio il suo percorso professionale. Un’esperienza che oggi Cicia rilegge alla luce del ruolo istituzionale che ricopre.
«Era il 1980 quando, all’inizio del mio percorso lavorativo, ho vissuto proprio in questa realtà la mia prima esperienza professionale. E già allora avevo ben chiara l’importanza che quel presidio ospedaliero rappresentava per la comunità e per un territorio che, soprattutto nei mesi estivi, vedeva aumentare considerevolmente la propria popolazione».
Il presidente dell’OPI Salerno pone l’accento sulla funzione che un presidio ospedaliero svolge per le comunità e, in particolare, per chi vive in territori distanti dai grandi centri.
«La difesa di un presidio ospedaliero non può essere considerata soltanto una questione organizzativa o di numeri. Un ospedale è un punto di riferimento per la salute delle persone, soprattutto per chi vive nei territori più lontani dai grandi centri».
Secondo Cicia, posizione geografica e caratteristiche del territorio rendono necessario garantire risposte sanitarie adeguate alle esigenze della popolazione.
«Praia a Mare, per la sua posizione e per le caratteristiche del territorio, ha bisogno di una sanità capace di garantire prossimità, sicurezza, tempestività e continuità assistenziale».
Da qui l’auspicio che le decisioni riguardanti il futuro del presidio tengano conto, accanto agli aspetti economici e organizzativi, delle esigenze dei cittadini e delle peculiarità del territorio.
«Ritengo importante che ogni decisione sul futuro del presidio venga assunta tenendo conto non soltanto degli aspetti economici e organizzativi, ma soprattutto dei bisogni reali dei cittadini e delle peculiarità del territorio».
Cicia richiama quindi il valore della sanità di prossimità e la necessità di mettere le strutture territoriali nelle condizioni di assolvere alla propria funzione.
«La sanità non può arretrare proprio là dove le persone hanno maggiormente bisogno di sentirsi tutelate. Da infermiere, prima ancora che da presidente di un Ordine professionale, sento il dovere di dire che i presidi territoriali vanno difesi, valorizzati e messi nelle condizioni di funzionare».
Il riferimento torna quindi alla sua esperienza personale e professionale iniziata a Praia a Mare oltre quarant’anni fa.
«La mia è anche una testimonianza personale: nel 1980, a Praia a Mare, ho iniziato il mio cammino professionale. Oggi, dopo tanti anni, continuo a credere nella stessa cosa: la salute non ha territori di serie A e territori di serie B. Ogni comunità ha diritto alla migliore assistenza possibile».
Infine, l’appello alle istituzioni affinché, ciascuna nell’ambito delle proprie competenze, possano concorrere alla tutela del presidio e della sanità del territorio.
«Mi auguro che tutte le istituzioni, ciascuna per le proprie competenze, sappiano fare squadra per salvaguardare il presidio ospedaliero di Praia a Mare e garantire un futuro alla sanità di questo territorio».
Una posizione che Cicia sintetizza nelle parole con cui conclude il suo intervento: «Perché difendere un ospedale significa, prima di tutto, difendere le persone».


