Scalea, il dialetto torna protagonista: al Centro Donna “Roberta Lanzino” un appuntamento ogni lunedì
Un’iniziativa curata da Angela Da Franco per riscoprire parole, espressioni e memoria della tradizione calabrese

SCALEA – Il dialetto come patrimonio da custodire, ma soprattutto come lingua viva, capace di raccontare l’identità, la storia e le radici di una comunità. Nasce con questo spirito la nuova iniziativa promossa dal Centro Donna “Roberta Lanzino” di Scalea, che dedica il lunedì sera alla riscoperta dei dialetti calabresi.
Gli incontri, curati da Angela Da Franco, prenderanno il via da lunedì prossimo e vogliono diventare un momento di condivisione aperto a quanti desiderano recuperare parole, modi di dire, proverbi, racconti e sfumature linguistiche che rischiano, con il passare delle generazioni, di andare perdute.
La Calabria possiede infatti un patrimonio dialettale particolarmente ricco e diversificato. Ogni paese conserva vocaboli, inflessioni ed espressioni proprie, spesso differenti anche tra territori molto vicini. Una varietà che non divide, ma testimonia la complessità culturale e la storia delle comunità calabresi.
“U dialettu è na ricchezza… si capisci u cori di la genti!” è la frase scelta per sintetizzare il senso dell’iniziativa: attraverso le parole si possono ritrovare storie familiari, tradizioni, luoghi e ricordi che appartengono alla memoria collettiva.
Le serate saranno quindi un’occasione non soltanto per parlare in dialetto, ma anche per confrontare termini ed espressioni provenienti dalle diverse aree della regione, riscoprendone significati, curiosità e origini. Un modo semplice e partecipato per creare un ponte tra le generazioni, coinvolgendo chi il dialetto lo parla quotidianamente e chi, soprattutto tra i più giovani, desidera conoscerlo meglio.
Con questa nuova proposta il Centro Donna “Roberta Lanzino” di Scalea amplia ulteriormente le proprie attività culturali e sociali, trasformando la sede in uno spazio nel quale anche la lingua della tradizione diventa occasione di incontro.
Perché dietro una parola antica può esserci molto più di un significato: può esserci la voce di una famiglia, di un paese e di un’intera terra.

